Dialogo a Marrakech

Giu 27, 2024 | Dialogo e pace

Nel 1221 San Francesco d’Assisi scrisse la sua prima regola, la prima con una dimensione missionaria e la prima che fa riferimento al modo in cui i fratelli inviati tra i credenti di altre confessioni dovrebbero comportarsi Dopo la prima valutazione dell’invio dei fratelli in missione itinerante, nel capitolo 16 di questa prima forma di vita, Francesco propone ai fratelli due modi di comportarsi spiritualmente: il primo, che i fratelli “non partecipino a dispute né controversie”, e il secondo, che “siano sottomessi a ogni creatura umana per causa di Dio, confessando semplicemente di essere cristiani.” Nel corso dei secoli, molti fratelli hanno dato la loro vita come missionari in mezzo all’Islam, facendo della loro vita un servizio e un dialogo. Così ci sentiamo in questi momenti, noi fratelli del Marocco, come eredi di una lunga tradizione francescana, inviati dall’Ordine a vivere la nostra vocazione in Marocco come fratelli e minori chiamati a vivere tra loro, a incarnarci lì dove viviamo e a vivere la nostra fede come oranti in mezzo ad altri oranti.

La Custodia Francescana in Marocco combina la cura pastorale per la piccola comunità cristiana pellegrina in Marocco con un’intensa attività sociale e culturale. I Centri socioculturali della Custodia in diverse fraternità e il lavoro dei fratelli al servizio dei poveri, degli emigranti e delle persone in situazioni di vulnerabilità rendono presente il carisma francescano di riconoscere in ogni persona, in ogni creatura, un fratello o una sorella da amare. L’esperienza del dialogo interreligioso con i musulmani passa attraverso l’amicizia e l’incontro, così come attraverso il dialogo della carità.

La nostra presenza francescana a Marrakech affonda le sue radici nella prima testimonianza dei protomartiri dell’Ordine, che aprirono un percorso di presenza sempre più centrato sul riconoscimento dell’altro, dei suoi valori e della sfida di lavorare insieme per la costruzione del Regno di Dio.

La fraternità francescana di Marrakech si occupa di una struttura pastorale parrocchiale molto varia e internazionale e sostiene tre progetti sociali attraverso la Caritas parrocchiale: assistenza ai più vulnerabili, servizio a persone migranti dell’Africa subsahariana e un progetto di assistenza alle vittime del terremoto dell’8 settembre 2023.

L’esperienza di questo servizio sociale, in collaborazione con amici e volontari marocchini e musulmani, ci fa riconoscere valori comuni e impegnarci insieme nella costruzione di un mondo più giusto per tutti. Siamo presenti accanto alle vittime del terremoto, con due squadre quotidiane che dalla nostra comunità parrocchiale salgono in montagna per curare i malati, aiutare nella ricostruzione materiale e sociale, lavorare per il rialloggio delle famiglie, collaborare con la società civile in programmi di sviluppo umano e sociale. L’esperienza di amicizia che si sta creando con la gente di queste piccole comunità sta aprendo le porte a una nuova presenza della chiesa, come presenza di servizio e in dialogo di fede con tutte le persone che incontriamo. È veramente significativo come in ogni momento di inaugurazione di uno dei progetti della Caritas, il frate e l’imam si incontrino, si abbraccino, preghino insieme e partecipino all’inaugurazione dei nuovi spazi al servizio dei più svantaggiati, persone che, se già erano povere, dopo il terremoto sono rimaste completamente senza nulla. Per partecipare, in chiave francescana, alla costruzione di una società aperta, plurale e solidale, vogliamo sviluppare la cultura del dialogo come strada da seguire; la collaborazione, come comportamento; e la conoscenza reciproca, come metodo e criterio. Questo è il cammino che siamo chiamati a percorrere per aprire la strada a uno spirito di collaborazione fruttuosa e rispettosa, “comunicando a tutte le creature che non c’è Onnipotente se non Dio.”