In un mondo sempre più lacerato dai conflitti, la necessità di dialogo e comprensione non è mai stata così cruciale. I frati francescani della Custodia di Terra Santa, profondamente radicati nei valori di pace, umiltà e servizio, si impegnano a stabilire metodi e percorsi di dialogo in Medio Oriente, una regione a lungo devastata da guerre e conflitti.
I progetti di pace e dialogo promossi dalla Commissione Giustizia, Pace e Integrità della Cittadinanza di Terra Santa mirano soprattutto a promuovere il dialogo, la riconciliazione e la comprensione tra israeliani e palestinesi. Queste iniziative coinvolgono diverse organizzazioni e approcci, tra cui il riavvicinamento delle persone colpite dal conflitto, la promozione di attività congiunte e l’educazione delle giovani generazioni alla coesistenza.
Esempi di rilievo sono le numerose scuole francescane, dove insegnanti e studenti musulmani e cristiani apprendono in un ambiente aperto e armonioso. Il Terra Sancta Museum accoglie anche gruppi provenienti da scuole e università ebraiche, musulmane e cristiane, dove possono imparare insieme dal loro patrimonio comune. La scuola di musica Magnificat, situata presso la sede francescana nella Città Vecchia di Gerusalemme, è gestita da insegnanti e studenti ebrei, musulmani e cristiani. Condividono il semplice obiettivo di imparare la musica, che li unisce anche in questi difficili giorni di guerra.
La nostra missione rappresenta un’incarnazione della speranza per tutte le persone di buona volontà che desiderano costruire ponti invece di muri. Il Medio Oriente è una regione segnata da violenza e divisione, dove le grida di pace sembrano spesso soffocate dal clamore del conflitto. Secoli di risentimenti storici, intrecciati con fervore religioso e nazionalismo, hanno creato un’atmosfera in cui anche gli sforzi di mediazione più ben intenzionati possono essere accolti con scetticismo e resistenza.
Tuttavia, i frati credono che un dialogo aperto e sincero possa aprire la strada alla comprensione reciproca e alla convivenza. Ispirata da San Francesco d’Assisi, che predicò un celebre messaggio di pace e rispetto per tutto il creato, la comunità francescana ha guidato diverse iniziative volte a superare le divisioni. Molte organizzazioni hanno avviato programmi di dialogo che riuniscono le parti in conflitto – siano esse basate su religione, etnia o opinioni politiche – per condividere le loro storie, le loro lamentele e le loro speranze per il futuro.
Promuovendo un dialogo aperto, incoraggiamo i giovani frati in formazione, le parrocchie e le scuole ad aprirsi, in modo che i frati cerchino di coltivare l’empatia e smantellare gli stereotipi che spesso alimentano l’animosità.
Le iniziative di GPIC mirano a promuovere workshop e seminari volti a educare le comunità sull’importanza del dialogo e sulla comprensione di diverse prospettive. Questi incontri spesso includono leader religiosi, attivisti locali e cittadini comuni che cercano attivamente soluzioni ai conflitti attuali. I frati incoraggiano i partecipanti a esprimere non solo le loro preoccupazioni, ma anche le loro aspirazioni per una convivenza pacifica, creando uno spazio sicuro per il dialogo che molti hanno a lungo sentito assente.
Un’altra componente essenziale della missione francescana è il dialogo interconfessionale e interreligioso, ove possibile. La comunità francescana riconosce che il potere della fede trascende confini e ideologie.
I frati hanno avuto un ruolo determinante nel creare piattaforme in cui diverse comunità religiose possono riunirsi per discutere le proprie convinzioni e pratiche, affrontando al contempo questioni comuni come la povertà, l’istruzione e la giustizia sociale. Questa collaborazione interconfessionale e interreligiosa rafforza i legami comunitari e riduce la probabilità di incomprensioni che spesso portano a conflitti. Nonostante i nostri sforzi, il cammino verso la pace rimane irto di sfide. La violenza persistente può alimentare lo scetticismo sulla fattibilità del dialogo come mezzo di risoluzione.
I frati lavorano costantemente per dimostrare che la pace non è semplicemente l’assenza di conflitto, ma la presenza di giustizia e dignità per tutti. Instillando speranza e resilienza, incoraggiano comunità e organizzazioni a considerare il dialogo non come un atto di debolezza, ma come un potente strumento di negoziazione e guarigione.
Per le persone di buona volontà in tutto il mondo, la missione francescana della Custodia in generale e attraverso la Commissione Giustizia e Pace, con il supporto dell’Ufficio Generale della Curia Generalizia Francescana a Roma, offre un raggio di speranza: la convinzione che la pace è raggiungibile se ci impegniamo a comprenderci e ad ascoltarci a vicenda.
Luca OFM
Presidente della Commissione GPIC per la Custodia di Terra Santa



