Dal 9 al 12 giugno 2026 si è svolto a Barcellona il quarto Incontro Mediterraneo MED26, che ha riunito circa 200 partecipanti provenienti da tutto il bacino mediterraneo, tra cui dieci cardinali, trenta vescovi, sacerdoti, religiose, religiosi, laici e numerosi giovani impegnati nella costruzione di percorsi di pace e collaborazione tra i popoli.
I lavori si sono aperti presso la sede della Generalitat de Catalunya con l’obiettivo di rafforzare la comunione tra le Chiese del Mediterraneo, promuovere il protagonismo delle nuove generazioni e consolidare le reti ecclesiali e sociali già attive nella regione.
La Rete Francescana del Mediterraneo era presente con fra Francesco Zecca OFM, suor Miriam Oyarzo FMSC e fra Fausto Yudego OFM, partecipando ai momenti di riflessione, dialogo e confronto che hanno caratterizzato le diverse giornate dell’incontro.



Uno dei momenti più significativi è stato l’incontro con Papa Leone XIV, giunto a Barcellona in concomitanza con MED26. Rivolgendosi ai partecipanti, il Santo Padre ha richiamato le numerose sfide che il Mediterraneo continua ad affrontare, con particolare attenzione alla situazione del Medio Oriente, esprimendo gratitudine e incoraggiamento per quanti operano quotidianamente per rendere il mondo un luogo più giusto e fraterno. Il Papa ha sottolineato che «c’è ricchezza nella diversità e nella diversità si può essere uniti», invitando tutti a proseguire con speranza nel servizio al dialogo e alla pace. L’incontro si è concluso con la preghiera comune del Padre Nostro.
Tra gli interventi di maggiore rilievo vi è stata la relazione della filosofa Giuseppina De Simone, che ha presentato le Note per una teologia dal Mediterraneo, offrendo spunti di riflessione sul contributo che le Chiese possono offrire alla costruzione di una cultura dell’incontro.
Particolarmente suggestiva è stata anche la partecipazione all’inaugurazione della Sagrada Família, un evento dal forte valore simbolico e spirituale che ha suscitato profonda emozione tra le migliaia di presenti, richiamando la bellezza dell’arte come linguaggio capace di unire i popoli.
Nel corso dell’incontro si sono svolti sei gruppi di lavoro dedicati ai temi della teologia, dei giovani, della solidarietà – con particolare attenzione alle migrazioni –, dei santuari, dell’educazione e della missione dei vescovi. Attraverso un metodo partecipativo e trasversale, i partecipanti hanno condiviso esperienze e individuato percorsi concreti per promuovere processi di pace, cooperazione e fraternità nel Mediterraneo.
Riprendendo le parole del cardinale Jean-Marc Aveline, presidente dell’Ufficio di Coordinamento Ecclesiale del Mediterraneo, è stato ribadito che la vocazione più alta del Mediterraneo è la fraternità e che costruire cammini di convivenza rappresenta oggi una delle sfide più urgenti e necessarie per tutta la regione.
MED26 si conferma così un laboratorio di incontro e di speranza, un segno concreto dell’impegno delle Chiese e delle comunità mediterranee nel testimoniare che il dialogo, la collaborazione e l’accoglienza reciproca possono aprire nuovi orizzonti di pace per il presente e per il futuro.









