1ª Tappa: Barcellona – Tetouan
Gruppo Med25belespoir presso la Fraternità Francescana di Tetouan
Dialogo interreligioso: Professore universitario musulmano
«L’essere umano è un luogo di accoglienza.» – Rûmi
Riprendendo quanto detto dal Cardinale Jean-Marc Aveline a Barcellona:
- Impariamo la speranza.
- Viviamo la fraternità.
- Coltiviamo l’amicizia e la fiducia.
- Diamo testimonianza dell’amore con cui Dio ama il mondo.
- Sapendo che la speranza non è un vago ottimismo: è una scelta esigente.
Monsignor Xabi Gomez
- Il vero dialogo non cerca di vincere, ma di comprendere.
- «La chiave di questa trasformazione, dell’apprendimento, è questa: la comprensione.»
- Sviluppare una coscienza mediterranea e interculturale: uno stile di vita (modus vivendi), un metodo, un approccio; la capacità di comprendere l’altro, un’ospitalità comprensiva.
Papa Francesco, Messaggio all’ICM, da San Giovanni in Laterano, 26 settembre 2022
- «Che cos’è il dialogo in generale e il dialogo interreligioso in particolare, se non un nuovo modo di considerare l’altro? Non più come un oggetto astratto di missione, ma come un soggetto a cui mi rivolgo, un fratello che cerco e che si trova oltre i miei confini culturali e religiosi.»
- «Accettare di andare a conoscere, ma anche l’intelligenza del conoscere.»
«Non ci sarà pace nel mondo senza pace tra le religioni. Non ci sarà pace tra le religioni senza dialogo tra le religioni.» – Hans Küng
- Progetto di etica planetaria: la pace mondiale attraverso la pace tra le religioni.
- Non c’è dialogo senza educazione al dialogo.
Educazione: formazione, trasformazione, conversione
Un metodo, una trasformazione.
- La cultura è una visione del mondo, un insieme di evidenze condivise da una comunità che possiede gli stessi riferimenti.
- Ma questa visione risulta opaca per chi è esterno alla comunità e costituisce quindi un ostacolo alla comprensione interculturale.
- Origine dell’indifferenza, assenza della “cura” interculturale.
Atteggiamenti chiave di fronte all’alterità
- Etnocentrismo: fare della propria cultura l’unico modello di riferimento.
- Pregiudizi: credenze o opinioni preconcette sugli altri, che possono portare ad atti di discriminazione.
- Stereotipi: rappresentazioni “cliché”, operazioni di semplificazione e generalizzazione.
- Le generalizzazioni basate sull’elemento religioso impediscono di stabilire un vero dialogo.
- Dal multiculturalismo all’interculturalità.
Il multiculturalismo somma le differenze, giustappone i gruppi.
La logica della giustapposizione può condurre più all’esclusione e alla separazione che alla convivenza.
- Accentuazione dei comportamenti di rifiuto ed esclusione, ripiegamento identitario.
- Fondamentalismo differenzialista.
Nel modello multiculturale, le minoranze sono molto più tollerate che rispettate o accettate.
- Interculturalità: un approccio interattivo e comprensivo fondato sull’interrelazione e la reciprocità tra individui o gruppi appartenenti a culture diverse.
- Dialogo transculturale.
Apertura all’altro
- Apertura mentale o “mindfulness” e curiosità verso la cultura straniera.
- Atteggiamento ricettivo e interazioni con individui appartenenti a culture diverse.
- Sensibilità verso le differenze culturali e disponibilità ad analizzare le situazioni e ad adattarsi a un contesto interculturale.
- Dimensione essenziale: il decentramento, uscire da sé stessi.
- Ammettere l’esistenza di altre “visioni del mondo”, riconoscere la diversità dei punti di vista.
- Educare all’ospitalità e formare le menti alla mediazione, nella pedagogia della prossimità e della conversazione.
- Cultura dell’ospitalità: prossimità conversazionale.
- Lo spirito della mediterraneità: «lo spirito della conversazione».
- Una pratica di solidarietà, un riconoscimento dell’uomo da parte dell’uomo.
Empatia
- Comprendere la visione dell’altro.
- Mettersi dal punto di vista dell’altro.
- Uno sforzo personale di curiosità per scoprire ciò che dà senso e valore all’Altro.
- Un’ospitalità comprensiva.
- Diventare «ospite dell’altro», abbandonare il proprio territorio, attraversare una frontiera per entrare nel dominio del proprio anfitrione.
- John B. Cobb lo chiama «passing over and coming back»: «passare all’altro» e «ritornare».
Poema di Jalal-od-din Rûmi (1207–1273), Balkh
«L’essere umano è un luogo di accoglienza (una locanda),
Ogni mattina arriva un nuovo ospite.
Ogni ospite, chiunque sia, trattalo con rispetto,
Forse ti sta preparando
A nuove delizie.
Sii riconoscente verso chi arriva,
Chiunque sia,
Perché ognuno è inviato come una guida dall’aldilà.»
Questo splendido testo sottolinea l’importanza di accogliere e imparare da ogni esperienza e incontro nella vita.
Ibn Arabi (1165–1240, Murcia–Damasco)
«L’Amore è la mia religione»
Il mio cuore è diventato capace
Di accogliere ogni forma.
È pascolo per le gazzelle
E monastero per i monaci.
È tempio per gli idoli
E la Ka‘ba per chi la percorre,
È le Tavole della Torah
E anche le pagine del Corano.
Credo nella religione dell’Amore,
Ovunque si dirigano le sue carovane,
Perché l’Amore è la mia religione e la mia fede.
Questo magnifico poema esprime la profondità dell’amore spirituale e l’idea che l’Amore sia una via universale che trascende tutte le forme religiose e culturali. Sottolinea l’universalità dell’amore come forza spirituale che supera frontiere e differenze, e illustra la fede nell’unità divina.



