Dialogo interreligioso

Feb 12, 2026 | Dialogo e pace

1ª Tappa: Barcellona – Tetouan

Gruppo Med25belespoir presso la Fraternità Francescana di Tetouan
Dialogo interreligioso: Professore universitario musulmano

«L’essere umano è un luogo di accoglienza.» – Rûmi

Riprendendo quanto detto dal Cardinale Jean-Marc Aveline a Barcellona:

  • Impariamo la speranza.
  • Viviamo la fraternità.
  • Coltiviamo l’amicizia e la fiducia.
  • Diamo testimonianza dell’amore con cui Dio ama il mondo.
  • Sapendo che la speranza non è un vago ottimismo: è una scelta esigente.

Monsignor Xabi Gomez

  • Il vero dialogo non cerca di vincere, ma di comprendere.
  • «La chiave di questa trasformazione, dell’apprendimento, è questa: la comprensione.»
  • Sviluppare una coscienza mediterranea e interculturale: uno stile di vita (modus vivendi), un metodo, un approccio; la capacità di comprendere l’altro, un’ospitalità comprensiva.

Papa Francesco, Messaggio all’ICM, da San Giovanni in Laterano, 26 settembre 2022

  • «Che cos’è il dialogo in generale e il dialogo interreligioso in particolare, se non un nuovo modo di considerare l’altro? Non più come un oggetto astratto di missione, ma come un soggetto a cui mi rivolgo, un fratello che cerco e che si trova oltre i miei confini culturali e religiosi.»
  • «Accettare di andare a conoscere, ma anche l’intelligenza del conoscere.»

«Non ci sarà pace nel mondo senza pace tra le religioni. Non ci sarà pace tra le religioni senza dialogo tra le religioni.» – Hans Küng

  • Progetto di etica planetaria: la pace mondiale attraverso la pace tra le religioni.
  • Non c’è dialogo senza educazione al dialogo.

Educazione: formazione, trasformazione, conversione

Un metodo, una trasformazione.

  • La cultura è una visione del mondo, un insieme di evidenze condivise da una comunità che possiede gli stessi riferimenti.
  • Ma questa visione risulta opaca per chi è esterno alla comunità e costituisce quindi un ostacolo alla comprensione interculturale.
  • Origine dell’indifferenza, assenza della “cura” interculturale.

Atteggiamenti chiave di fronte all’alterità

  • Etnocentrismo: fare della propria cultura l’unico modello di riferimento.
  • Pregiudizi: credenze o opinioni preconcette sugli altri, che possono portare ad atti di discriminazione.
  • Stereotipi: rappresentazioni “cliché”, operazioni di semplificazione e generalizzazione.
  • Le generalizzazioni basate sull’elemento religioso impediscono di stabilire un vero dialogo.
  • Dal multiculturalismo all’interculturalità.

Il multiculturalismo somma le differenze, giustappone i gruppi.
La logica della giustapposizione può condurre più all’esclusione e alla separazione che alla convivenza.

  • Accentuazione dei comportamenti di rifiuto ed esclusione, ripiegamento identitario.
  • Fondamentalismo differenzialista.

Nel modello multiculturale, le minoranze sono molto più tollerate che rispettate o accettate.

  • Interculturalità: un approccio interattivo e comprensivo fondato sull’interrelazione e la reciprocità tra individui o gruppi appartenenti a culture diverse.
  • Dialogo transculturale.

Apertura all’altro

  • Apertura mentale o “mindfulness” e curiosità verso la cultura straniera.
  • Atteggiamento ricettivo e interazioni con individui appartenenti a culture diverse.
  • Sensibilità verso le differenze culturali e disponibilità ad analizzare le situazioni e ad adattarsi a un contesto interculturale.
  • Dimensione essenziale: il decentramento, uscire da sé stessi.
  • Ammettere l’esistenza di altre “visioni del mondo”, riconoscere la diversità dei punti di vista.
  • Educare all’ospitalità e formare le menti alla mediazione, nella pedagogia della prossimità e della conversazione.
  • Cultura dell’ospitalità: prossimità conversazionale.
  • Lo spirito della mediterraneità: «lo spirito della conversazione».
  • Una pratica di solidarietà, un riconoscimento dell’uomo da parte dell’uomo.

Empatia

  • Comprendere la visione dell’altro.
  • Mettersi dal punto di vista dell’altro.
  • Uno sforzo personale di curiosità per scoprire ciò che dà senso e valore all’Altro.
  • Un’ospitalità comprensiva.
  • Diventare «ospite dell’altro», abbandonare il proprio territorio, attraversare una frontiera per entrare nel dominio del proprio anfitrione.
  • John B. Cobb lo chiama «passing over and coming back»: «passare all’altro» e «ritornare».

Poema di Jalal-od-din Rûmi (1207–1273), Balkh

«L’essere umano è un luogo di accoglienza (una locanda),
Ogni mattina arriva un nuovo ospite.
Ogni ospite, chiunque sia, trattalo con rispetto,
Forse ti sta preparando
A nuove delizie.
Sii riconoscente verso chi arriva,
Chiunque sia,
Perché ognuno è inviato come una guida dall’aldilà.»

Questo splendido testo sottolinea l’importanza di accogliere e imparare da ogni esperienza e incontro nella vita.


Ibn Arabi (1165–1240, Murcia–Damasco)

«L’Amore è la mia religione»

Il mio cuore è diventato capace
Di accogliere ogni forma.
È pascolo per le gazzelle
E monastero per i monaci.
È tempio per gli idoli
E la Ka‘ba per chi la percorre,
È le Tavole della Torah
E anche le pagine del Corano.
Credo nella religione dell’Amore,
Ovunque si dirigano le sue carovane,
Perché l’Amore è la mia religione e la mia fede.

Questo magnifico poema esprime la profondità dell’amore spirituale e l’idea che l’Amore sia una via universale che trascende tutte le forme religiose e culturali. Sottolinea l’universalità dell’amore come forza spirituale che supera frontiere e differenze, e illustra la fede nell’unità divina.