
Il progetto MED25 Bel Espoir si è concluso a Marsiglia dopo un intenso viaggio di otto mesi attraverso il Mediterraneo, diventando un forte segno di speranza, fraternità e impegno per la pace.
Come parte di RFMed, Fra Fausto ha partecipato alla prima tappa del percorso, da Barcellona a Tétouan, accompagnando un gruppo di 20 giovani provenienti da 14 nazionalità delle cinque sponde del Mediterraneo. L’ultima tappa si è conclusa a Marsiglia, dove i giovani e gli accompagnatori di questa fase si sono riuniti con molti partecipanti delle sette tappe precedenti.
Un Festival per la Pace a Marsiglia
Il 25 ottobre, il Bel Espoir è arrivato nel porto di Marsiglia dopo essere partito quindici giorni prima da Napoli, passando per Ostia. L’arrivo è stato celebrato con un grande Festival per la Pace sulla spianata J4, con tavole rotonde, laboratori partecipativi, attività all’aperto e un palco aperto alle espressioni culturali del Mediterraneo.
Il pellegrinaggio si è concluso il 26 ottobre con la celebrazione eucaristica nella Cattedrale di Notre-Dame de la Major, presieduta dal cardinale Jean-Marc Aveline, arcivescovo di Marsiglia.
I giovani, protagonisti di una pace possibile

Il responsabile del progetto, Padre Alexis Leproux, ha sottolineato il ruolo centrale dei giovani partecipanti:
“Nel corso di quest’anno, i giovani del MED25 Bel Espoir sono diventati attori e testimoni di una pace sempre possibile. Hanno dimostrato che è possibile costruire, anche in uno spazio molto piccolo, una fraternità pacifica e gioiosa. Il nostro futuro è in gran parte nelle loro mani.”
Il progetto ha espresso gratitudine anche alle Chiese locali e ai vescovi delle città ospitanti, così come agli otto monasteri che hanno sostenuto il cammino con la preghiera.
Un progetto nato dall’appello di Papa Francesco
Il cardinale Aveline ha ricordato che questa iniziativa nasce dall’appello lanciato da Papa Francesco durante gli Incontri Mediterranei MED23 a Marsiglia, invitando i giovani a fare del Mediterraneo un vero “laboratorio di pace”.
Da questo appello è nata l’idea di imbarcare giovani di tutti i Paesi del Mediterraneo su una barca a vela, il Bel Espoir, per viaggiare insieme di città in città e riflettere sulle grandi sfide del nostro tempo: pace e giustizia, cura del creato, migrazioni e dialogo interreligioso.
Dal 1° marzo, giorno della partenza dal porto di Barcellona, la nave ha attraversato Marocco, Sicilia, Tunisia, Malta, Creta, Cipro, Istanbul, Atene, Albania, diverse città italiane e la Francia, fino a giungere a Marsiglia.

Il dialogo come via per la pace
A bordo del Bel Espoir, i giovani hanno condiviso la vita quotidiana in uno spazio ristretto, imparando ad ascoltarsi, a dialogare e a rispettarsi, superando difficoltà e costruendo legami attraverso la condivisione, la cultura, la musica e le tradizioni.
Questa esperienza è stata definita una vera “scuola di pace”, dove si impara a lavorare insieme, a immaginare un futuro migliore e a tessere con pazienza una cultura dell’incontro.
Un segno di speranza per il mondo
Il 17 ottobre, durante la visita alla nave nel porto di Ostia, Papa Leone XIV ha incoraggiato i giovani con queste parole:
“Il mondo di oggi ha bisogno, più che di parole, di segni e gesti che trasmettano speranza. Con il nome stesso di questa nave e con il vostro impegno, voi siete un vero segno di speranza per il Mediterraneo e per il mondo.”
Il Papa ha evidenziato tre elementi chiave vissuti durante il viaggio: il dialogo costante, la convivenza rispettosa nella diversità e l’impegno a essere artigiani di pace in un mondo sempre più segnato dalla violenza e dalla polarizzazione.
Guardando al futuro
Oltre 100 giovani provenienti da tutto il Mediterraneo si sono riuniti a Marsiglia per celebrare la conclusione di questo cammino, che non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di nuove forme di impegno condiviso.
Il MED25 Bel Espoir lascia un messaggio chiaro: la pace è possibile quando viene costruita attraverso l’incontro, la fraternità e la responsabilità comune verso gli altri e verso la nostra casa comune.rtimos.



