L’Associazione Loles di Barcellona fa parte anche della RFMed e il suo spazio di accoglienza si trova nel Convento francescano in via Santaló 80; in questo luogo svolgono attività di accoglienza, assistenza, integrazione e giustizia per i giovani migranti.
Ci raccontano: Il nostro “lavoro” con Awe – tre anni con noi – già con permesso di soggiorno e contratto di lavoro; con Bilal – due anni con noi, anche lui con permesso di soggiorno e contratto di tirocinio; con Abdellah, un anno e mezzo con noi e con la richiesta di regolarizzazione per formazione già presentata, in attesa di ricevere il NIE nei prossimi mesi; e con Idir, anche lui un anno e mezzo in Associazione e a maggio presenteremo alla questura la sua domanda per il permesso di soggiorno per integrazione socio-lavorativa; come dicevamo, il nostro “lavoro” con loro era ben indirizzato e ci sentivamo soddisfatti nel vedere che, con pazienza e costanza, gli obiettivi si stanno raggiungendo; ma soprattutto, grazie al loro impegno.
D’altro canto, ogni giorno riceviamo nuove richieste. Ci preoccupa non riuscire a gestire con efficacia le situazioni personali che ci vengono presentate, da parte di altri ragazzi in strada che vogliono uscire da quella condizione e trovare un modo per ottenere il permesso di soggiorno e un contratto. Ci sentiamo a nostro agio con quattro ragazzi: riusciamo a trovare le risorse necessarie per mantenerli e il tempo per accompagnarli. Ma le richieste continuano ad arrivare con insistenza, perché i bisogni aumentano. Le istituzioni amiche, coloro che ci conoscono, ci chiamano: “Abbiamo un ragazzo che finirà per strada, nella struttura dove si trova gli hanno detto che deve andarsene; ci dispiace molto, è un bravo ragazzo, viene con noi a fare volontariato, frequenta i corsi di spagnolo e catalano,… Non potete accoglierlo anche voi?”
E per cosa siamo qui, se non per questo? Perché quattro e non cinque?
Così è arrivato Abdoul, dal Niger, il quinto. È stato accolto molto bene da Awe, Bilal, Abdellah e Idir. È arrivato serio, con lo sguardo basso e silenzioso. Parlava solo se gli si rivolgeva direttamente la parola, e di solito a voce così bassa che bisognava chiedergli di ripetere. Oggi sorride già e risponde con voce più alta.
Ma non poteva finire lì. Un mese fa, ancora una chiamata, insistente; chi lo conosceva piangeva raccontandoci la sua storia e ci chiedeva un altro posto. E così, oggi con Assana, sono sei.
Sei ospiti meravigliosi, che sono lo Spirito, l’Anima dell’Associazione Loles!



